La nostra
mission
La ricerca
dei
possibili
effetti a
lungo
termine
dell'anestesia
L’anestesia
generale
(detta
anche
totale)
rappresenta
una
delle
più
importanti
scoperte
della
medicina.
Ogni
anno
milioni
di
pazienti
vengono
sottoposti
ad
anestesia
per
sottoporsi
ad
intervento
chirurgico
o a
procedure
diagnostiche
complesse,
dando la
possibilità
in tal
modo di
effettuare
procedure
tecnicamente
sempre
più
complesse
e di
migliorare
le loro
prospettive
e la
qualità
di vita.
L’anestesia
moderna
è
sicura,
e la
percezione
comune è
quella
che i
farmaci
dell’anestesia
e i loro
effetti
scompaiono
dall’organismo
al
termine
dell’anestesia.
Tuttavia,
alcuni
effetti
misconosciuti
degli
agenti
anestetici
potrebbero
essere
più
duraturi
degli
effetti
clinici
desiderati.
In
tale
ottica,
la
nostra
mission
è la
ricerca
scientifica
su
questo
aspetto
poco
noto
della
medicina.
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Anestesia
generale e
tossicità
cerebrale:
Quali i
possibili
effetti
nell'uomo?
Mentre
sembra
ragionevole
supporre
che la
stragrande
maggioranza
dei
nostri
pazienti
ripristina
completamente
le
funzioni
del
sistema
nervoso
centrale
dopo
anestesia
generale,
l'esposizione
ai
farmaci
anestetici
ha
probabilmente
effetti
più
profondi
e
duraturi
sul
cervello
di
quanto
finora
immaginato.
Vi è una
crescente
preoccupazione
riguardo
la
potenziale
tossicità
sul
cervello
(neurotossicità)
di certi
agenti
anestetici,
specialmente
nelle
età
estreme
della
vita
(neonati
e terza
età). In
particolare,
recenti
studi
di
laboratorio
hanno
evidenziato
come
certi
anestetici
sembrerebbero
in grado
di
promuovere, direttamente
e
indirettamente,
alcuni
dei
meccanismi
patogenetici
della
malattia
di
Alzheimer.
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Un
progetto
internazionale
di Ricerca
Scientifica
di Rilevante
Interesse
Nazionale
finanziato
dal
Ministero
dell'Università
e della
Ricerca
chiarisce i
possibili
rapporti tra
anestesia e
malattia di
Alzheimer.
Il progetto
coinvolge
l'Università
di Messina,
La Sapienza
di Roma,
l'Università
di Bologna,
e centri di
ricerca
esteri.
Recenti
studi
condotti
in
laboratorio
hanno
messo in
evidenza
come
alcuni
anestetici,
comunemente
impiegati
in sala
operatoria,
sono in
grado di
promuovere,
direttamente
e
indirettamente,
i
meccanismi
patogenetici
della
malattia
di
Alzheimer.
Le
ricerche di laboratorio,
in
collaborazione
tra il
Prof. Vincenzo Fodale
dell'Università di
Messina e Prof. Pravat
K.
Mandal
del
laboratorio
del Department
of
Psychiatry
-
University
of
Pittsburgh
Medical
Center -
Pittsburgh,
PA, USA
(successivamente
trasferito
al
National Brain
Research
Institute,
Dept.
of
Biotechnology, India).
Gli esperimenti condotti
mediante spettroscopia a
risonanza magnetica
nucleare hanno fornito
un chiaro modello di
link molecolare tra gli
anestetici e la
beta amiloide (marker
della malattia di
Alzheimer),
suggerendo che alla base
dell'interazione con la
beta amiloide vi sono
le caratteristiche
biofisiche dei singoli
anestetici: soltanto
molecole di anestetico
dalle piccole dimensioni
riescono ad interagire
con essa, inducendone
l'aggregazione e
simulando i meccanismi
eziopatogenetici della
malattia di Alzheimer.
Pubblicato un volume
sulla prestigiosa
rivista scientifica
internazionale
Journal of Alzheimer's
Disease.
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Anestesia e
Disfunzione Cognitiva
Post-Operatoria 
Si tratta di una sindrome caratterizzata da
riduzione delle funzioni
cognitive (memoria,
apprendimento,
attenzione e
percezione), difficoltà
psicomotorie, demenza,
delirio e depressione
che si manifestano
soprattutto nei soggetti
anziani dopo intervento
chirurgico. La
sintomatologia regredisce spontaneamente nell'arco di alcuni giorni
ma talvolta può protrarsi per settimane o addirittura mesi
...
(leggi tutto l'articolo)
di
Daniela
Schifilliti
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Anestesia e Cancro

Durante gli interventi
chirurgici di asportazione
dei tumori, gli
agenti anestetici
utilizzati potrebbero influire,
positivamente o
negativamente, sulla
mobilità delle cellule
tumorali, sulla
recidiva e sull'eventuale
sviluppo di metastasi?
(leggi
tutto l'articolo) di
Maria Gabriella D'Arrigo
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Genotossicità
degli Anestetici
La genotossicità è la
proprietà che possiedono
alcune sostanze di indurre
alterazioni strutturali o nucleotidiche a carico del DNA (il nostro
patrimonio genetico),
colpendo o la linea
germinale, e quindi tali
modificazioni saranno
trasmesse alla prole,
oppure la linea
somatica, evento che si
potrebbe favorire lo
sviluppo di un
cancro. Studi recenti suggeriscono che
alcuni
anestetici
possiedono,
almeno
potenzialmente
e in
ricerche
di
laboratorio,
proprietà genotossiche e
attività
mutagena. Quali
le possibili
implicazioni
nell'uomo? La
contemporanea
somministrazione di
alcuni anestetici e di
un agente
chemioterapico, potrebbe modulare gli effetti di
quest'ultimi ?
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Sindrome da Infusione di
Propofol
Il propofol è un anestetico endovenoso ampiamente utilizzato negli
adulti e nei bambini per la sedazione, l'induzione e il mantenimento
dell'anestesia. Il Propofol ha guadagnato popolarità per la sua
rapida induzione e il veloce
recupero anche dopo un uso prolungato, e per la proprietà di
protezione sul sistema
nervoso centrale. Tuttavia,
la prolungata somministrazione
ad alti dosaggi di propofol
sembrerebbe in grado di
causare, pur se raramente, una complicanza talvolta fatale nota come sindrome
da infusione di propofol. |
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Nuove Droghe e Anestesia
L'uso di nuove
droghe sintetiche si sta
rapidamente diffondendo,
soprattutto
tra i giovanissimi. I rave parties, le
discoteche e tutti
gli ambienti simili
con la loro musica, le luci
suggestive e la presenza
di migliaia altre
persone, sono spesso il
punto di partenza per
l’abuso: infatti,
amplificando le loro
percezioni, la loro
empatia, la loro
energia fisica ed il
piacere sessuale, chi
utilizza questo tipo di
sostanze pensa di
ricevere un’esperienza
più coinvolgente. Ma
negli ultimi anni, la
nascita di nuove
sostanze di abuso ha
modificato
significativamente il
problema delle
interazioni tra
sostanze d’abuso ed
l'Anestesia ....
(leggi tutto l'articolo)
di
Nicola Gambadoro
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Sito personale coordinatore
(in ITALIANO)
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Coordinator's webpage (in ENGLISH
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Principali
Pubblicazioni del Coordinatore
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Ministero
dell'Università e della
Ricerca
Programma di Ricerca
Scientifica di Rilevante
Interesse Nazionale |
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"Attivazione dei
meccanismi neuropatogenetici della malattia di Alzheimer da parte degli
anestetici e disfunzione cognitiva dopo intervento chirurgico
nel paziente anziano (Progetto PRIN 2007H84XNH).
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