Sito di divulgazione dei risultati della ricerca scientifica sui possibili effetti a lungo termine dell'anestesia
 

Creato con il contributo del Ministero dell'Università e della Ricerca nell'ambito del Programma di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale "Attivazione dei meccanismi neuropatogenetici della malattia di Alzheimer da parte degli anestetici e disfunzione cognitiva dopo intervento chirurgico nel paziente anziano (Progetto PRIN 2007H84XNH Coordinatore: V.Fodale)

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La nostra mission  

La ricerca dei possibili effetti a lungo termine dell'anestesia 

L’anestesia generale (detta anche totale) rappresenta una delle più importanti scoperte della medicina. Ogni anno milioni di pazienti vengono sottoposti ad anestesia per sottoporsi ad intervento chirurgico o a procedure diagnostiche complesse, dando la possibilità in tal modo di effettuare procedure tecnicamente sempre più complesse e di migliorare le loro prospettive e la qualità di vita. L’anestesia moderna è sicura, e la percezione comune è quella che i farmaci dell’anestesia e i loro effetti scompaiono dall’organismo al termine dell’anestesia. Tuttavia, alcuni effetti misconosciuti degli agenti anestetici potrebbero essere più duraturi degli effetti clinici desiderati. In tale ottica, la nostra mission è la ricerca scientifica su questo aspetto poco noto della medicina.

 

Anestesia generale e tossicità cerebrale: Quali i possibili effetti nell'uomo? 

Mentre sembra ragionevole supporre che la stragrande maggioranza dei nostri pazienti ripristina completamente le funzioni del sistema nervoso centrale dopo anestesia generale, l'esposizione ai farmaci anestetici ha probabilmente effetti più profondi e duraturi sul cervello di quanto  finora immaginato. Vi è una crescente preoccupazione riguardo la potenziale tossicità sul cervello (neurotossicità) di certi agenti anestetici, specialmente nelle età estreme della vita (neonati e terza età). In particolare, recenti studi di laboratorio hanno evidenziato come certi anestetici sembrerebbero in grado di promuovere, direttamente e indirettamente, alcuni dei meccanismi patogenetici della malattia di Alzheimer.

 

 

Anestetici che simulano i meccanismi eziopatogenetici della malattia di Alzheimer ...

Un progetto internazionale di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca  chiarisce i possibili rapporti tra anestesia e malattia di Alzheimer. Il progetto coinvolge l'Università di Messina, La Sapienza di Roma, l'Università di Bologna, e centri di ricerca esteri.

Recenti studi condotti in laboratorio hanno messo in evidenza come alcuni anestetici, comunemente impiegati in sala operatoria, sono in grado di promuovere, direttamente e indirettamente, i meccanismi patogenetici della malattia di Alzheimer. Le ricerche di laboratorio, in collaborazione tra il Prof. Vincenzo Fodale dell'Università di Messina e Prof. Pravat K. Mandal del laboratorio del Department of Psychiatry - University of Pittsburgh Medical Center - Pittsburgh, PA, USA (successivamente trasferito al National Brain Research Institute, Dept. of Biotechnology, India). Gli esperimenti condotti mediante spettroscopia a risonanza magnetica nucleare hanno fornito un chiaro modello di link molecolare tra gli anestetici e la beta amiloide (marker della malattia di Alzheimer), suggerendo che alla base dell'interazione con la beta amiloide vi sono le caratteristiche biofisiche dei singoli anestetici: soltanto molecole di anestetico dalle piccole dimensioni riescono ad interagire con essa, inducendone l'aggregazione e simulando i meccanismi eziopatogenetici della malattia di Alzheimer. Pubblicato un volume sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Journal of Alzheimer's Disease.                          

 

 

Anestesia e Disfunzione Cognitiva Post-Operatoria

Si tratta di una sindrome caratterizzata da riduzione delle funzioni cognitive (memoria, apprendimento, attenzione e percezione), difficoltà psicomotorie, demenza, delirio e depressione che si manifestano soprattutto nei soggetti anziani dopo intervento chirurgico. La sintomatologia regredisce spontaneamente nell'arco di alcuni giorni ma talvolta può protrarsi per settimane o addirittura mesi ... (leggi tutto l'articolo)  di Daniela Schifilliti

 

Anestesia e Cancro

 Durante gli interventi chirurgici di asportazione dei tumori, gli agenti anestetici utilizzati potrebbero influire, positivamente o negativamente, sulla mobilità delle cellule tumorali, sulla recidiva e sull'eventuale sviluppo di metastasi? (leggi tutto l'articolo) di Maria Gabriella D'Arrigo

 

 

Genotossicità degli Anestetici

La genotossicità è la proprietà che possiedono alcune sostanze di indurre alterazioni strutturali o nucleotidiche a carico del DNA (il nostro patrimonio genetico), colpendo o la linea germinale, e quindi tali modificazioni saranno trasmesse alla prole, oppure la linea somatica, evento che si potrebbe favorire lo sviluppo di un cancro. Studi recenti suggeriscono che alcuni anestetici possiedono, almeno potenzialmente e in ricerche di laboratorio, proprietà genotossiche e attività mutagena. Quali le possibili implicazioni nell'uomo? La contemporanea somministrazione di alcuni anestetici e di un agente chemioterapico, potrebbe modulare gli effetti di quest'ultimi ? 

                           

Sindrome da Infusione di Propofol

Il propofol è un anestetico endovenoso ampiamente utilizzato negli adulti e nei bambini per la sedazione, l'induzione e il mantenimento dell'anestesia. Il Propofol ha guadagnato popolarità per la sua rapida induzione e il veloce recupero anche dopo un uso prolungato, e per la proprietà di protezione sul sistema nervoso centrale. Tuttavia, la prolungata somministrazione ad alti dosaggi di propofol sembrerebbe in grado di causare, pur se raramente, una complicanza talvolta fatale nota come sindrome da infusione di propofol.

 

 

Nuove Droghe e Anestesia                                   

L'uso di nuove droghe sintetiche si sta rapidamente diffondendo, soprattutto tra i giovanissimi. I rave parties, le discoteche e tutti gli ambienti simili con la loro musica, le luci suggestive e la presenza di migliaia altre persone, sono spesso il punto di partenza per l’abuso: infatti, amplificando le loro percezioni, la loro empatia, la  loro energia fisica ed il piacere sessuale, chi utilizza questo tipo di sostanze pensa di ricevere un’esperienza più coinvolgente. Ma negli ultimi anni, la nascita di nuove sostanze di abuso ha modificato significativamente il problema delle interazioni  tra sostanze d’abuso ed l'Anestesia .... (leggi tutto l'articolo) di Nicola Gambadoro

 

 

Sito personale coordinatore (in ITALIANO)

Coordinator's webpage (in ENGLISH

 

Principali Pubblicazioni del Coordinatore

 

Ministero dell'Università e della Ricerca Programma di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale

"Attivazione dei meccanismi neuropatogenetici della malattia di Alzheimer da parte degli anestetici e disfunzione cognitiva dopo intervento chirurgico nel paziente anziano (Progetto PRIN 2007H84XNH).

RISULTATI DELLE RICERCHE

 
 
Impact Factor of 5.101

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